Ogni documentario nasce da una conversazione. Prima di girare devo conoscere la storia dell’esemplare, le scelte di restauro, i dettagli che lo rendono unico.
Ma soprattutto devo conoscere il proprietario. Perché la vera storia non è solo quella dell’auto: è quella che si è costruita tra lui e la sua vettura, negli anni.
La competenza tecnica è necessaria. La sensibilità lo è ancora di più. Raccontare un’auto d’epoca significa rispettarne la storia e il percorso che l’ha resa ciò che è oggi.
Un percorso fatto di cura, di tempo, di dedizione. È lì che il valore si consacra.
In questo modo il documentario non è una celebrazione superficiale, ma un ponte tra chi custodisce e chi osserva.